Analisi psicologica dell’esperienza onirica al confine tra vita e morte.
L’esperienza psichica di chi è prossimo alla fine rappresenta uno dei temi più complessi e affascinanti nell’ambito della psicologia analitica. Marie-Louise von Franz, allieva di Jung e figura di riferimento per lo studio dei simboli e dell’inconscio, ha esaminato per prima l’argomento, approfondendo il ruolo e la struttura di questi sogni. Vediamo dunque quali sono le funzioni e i contenuti che caratterizzano l’esperienza onirica tipica del morente.
Funzioni dell’esperienza onirica pre-mortem
- Preparazione simbolica al trapasso. Secondo von Franz, i sogni facilitano la transizione, promuovendo un adattamento alla realtà imminente della morte. Ad esempio, a coloro che si identificano con una visione strettamente materiale del corpo il sogno propone immagini volte a scindere l’Io dall’involucro biologico, fungendo da leva per concepire qualcosa che sia in grado di andare oltre. È come se i contenuti onirici potessero riequilibrare la tensione tra paura della morte e desiderio di continuità, offrendo al morente simboli di consolazione.
- Integrazione compensatrice. Nell’impianto teorico vonfranziano, i sogni operano secondo una funzione compensatrice, riarmonizzando contenuti inconsci non elaborati. In alcuni casi i sogni bilanciano l’esperienza conscia del morente, che si trova a fronteggiare il rifiuto della realtà. I contenuti onirici riequilibrano dunque la tensione tra paura della morte e desiderio di continuità, offrendo al morente simboli di consolazione.
- Death shock esistenziale. Talvolta i sogni di morte fungono da scosse che inducono ad affrontare con lucidità la propria vita. Von Franz racconta di una paziente oncologica: sognava che il suo orologio si era rotto e di come l’orologiaio non riuscisse a ripararlo; e che il suo albero preferito veniva abbattuto. Grazie a questi sogni di morte, che preannunciavano la fine, la paziente sviluppò una forza vitale tale da consentirle di approcciare una volta per tutte alcune questioni irrisolte e ricominciare a “vivere per davvero”. Per inciso: la paziente sopravvisse al cancro per più di 15 anni.
Tali funzioni conferiscono al sogno un ruolo trasformativo, accompagnando l’individuo verso nuovi e più adattivi assetti esistenziali.
Contenuti tipici
I sogni dei morenti, pur nella loro unicità individuale, tendono a manifestare alcuni temi e simbolismi ricorrenti, spesso radicati nell’inconscio collettivo e negli archetipi universali. Tali contenuti offrono una prospettiva affascinante su come la psiche elabori il concetto della fine e del possibile “oltre”. Di seguito i motivi più significativi.
Il sogno come viaggio archetipico. Secondo von Franz, i sogni dei morenti non descrivono la morte in modo esplicito, bensì evocano un viaggio: la mente onirica rappresenta il trapasso come un passaggio in un’altra dimensione, un trasferimento in un’altra nazione, la persistenza di qualcosa che resiste alla distruzione. Alcune tra le configurazioni più diffuse:
- tunnel oscuro e rinascita: il sogno di attraversare un tunnel, una nuvola tenebrosa o una sgradevole oscurità che conduce verso un altro spazio simboleggia la dissoluzione dell’Io e la sua rinascita in un nuovo mondo;
- incontro con l’anima gemella: il motivo del “matrimonio con la metà interiore” richiama il motivo, noto in psicologia analitica, della riconciliazione tra polo conscio e inconscio. In questi casi si sogna d’incontrare finalmente la propria dolce metà.
Continuità della vita: il materiale onirico riportato da von Franz offre una panoramica di come il sogno, ricorrendo a immagini archetipiche universali, traduca metaforicamente la fine del corpo e la persistenza della coscienza. Ecco alcuni esempi:
- l’ufficiale e il cavallo. Un ufficiale di cavalleria sogna di essere invitato a contemplare il corpo in putrefazione del suo cavallo. L’interpretazione junghiana sostiene che l’animale rappresenti il corpo fisico che si dissolve, mentre il sognatore, capace di osservarne il decomporsi dall’esterno, sembra in grado di conservare la propria identità psichica al di là del corpo;
- la candela semovente. Una donna in fase terminale descrive il sogno di una candela appoggiata sulla soglia di una finestra: la sua fiamma si affievolisce, come ad annunciare una grande oscurità, ma subito dopo si rianima, più forte e collocata all’esterno della finestra. La metafora è lampante;
- l’albero sospeso. Un paziente vede un albero che sta lentamente perdendo le sue radici; quando un terremoto lo fa crollare, aumentando la sua instabilità, il sognatore pensa «Ecco, è la fine», e in quel momento l’albero si libra in volo, fluttuante e sradicato.
Rilevanza clinica. I sogni dei moribondi, secondo Marie-Louise von Franz, rappresentano autentiche esperienze di passaggio simbolico, ricche di significato archetipico. La rilevanza clinica di tali fenomeni risiede nella possibilità, offerta al sognatore, di riconoscere e verbalizzare i contenuti onirici: tramite l’interpretazione sogno per sogno, il paziente può nominare e metabolizzare paure profonde, giungendo a un’elaborazione integrata della fase terminale dell’esistenza. Segue un’analisi della letteratura scientifica riguardante sogni e visioni di fine vita (ELDV, End-of-Life Dreams and Visions).
| Studio | Risultati |
| Mazzarino-Willett (2010) | Emerge una correlazione tra ELDV e l’aver fatto una più pacifica esperienza di avvicinamento alla morte. |
| Fenwick, Lovelace & Brayne (2010) | Le esperienze di fine vita, inclusi sogni e visioni caratteristiche, avvengono in piena lucidità e risultano ben distinguibili dalle allucinazioni farmacologiche. |
| Grant et al. (2014) | Gli ELDV forniscono ai pazienti significato e conforto, contribuendo a ridurre l’ansia e la paura della morte. |
| Kerr et al. (2014) | Gli ELDV:erano presenti nell’88% dei pazienti di un hospice;diventavano più frequenti con l’avvicinarsi della morte;presentavano, tra i contenuti più comuni: incontri con persone decedute (in particolare familiari), preparativi per un viaggio e visioni di posti significativi;nella maggioranza dei casi (60%) erano percepite come confortanti e in grado di ridurre l’ansia legata alla morte. |
| Nosek et al. (2015) | Sogni e visioni di fine vita sono distinguibili dal delirio per chiarezza, significatività, coerenza e senso di agio. |
| Levy et al. (2020) | Lo studio ha confrontato due gruppi di pazienti in hospice (35 con esperienza di ELDV e 35 senza). Coloro che avevano sperimentato ELDV ottenevano punteggi significativamente più alti in forza personale, crescita sul piano esistenziale e crescita post-traumatica complessiva rispetto al gruppo di confronto. I risultati suggeriscono che i sogni e le visioni di fine vita possono favorire processi psicologici positivi nei pazienti terminali. |
| Nyblom et al. (2022) | In una serie di interviste con professionisti delle cure palliative è emerso che:i pazienti riferiscono frequentemente ELDV, soprattutto riguardanti persone care defunte;tali esperienze sono in grado di calmare i pazienti, riducendo la paura della morte;gli operatori tendono a confondere gli ELDV con fenomeni psicotici. |
| Hession et al. (2023) | Revisione sistematica integrativa su pazienti terminali. Il 77% di questi ha fatto esperienza di ELDV. |
Per approfondire:
- Fenwick, P., Lovelace, H., & Brayne, S. (2010). Comfort for the dying: five year retrospective and one year prospective studies of end of life experiences. Archives of gerontology and geriatrics, 51(2), 173–179.
- Grant, P., Wright, S., Depner, R., & Luczkiewicz, D. (2014). The significance of end-of-life dreams and visions. Nursing, 44(2), 20-22.
- Kerr, C. E., Donnelly, J. P., Wright, S. T., Kuszczak, S. M., Banas, A., Grant, P. C., & Luczkiewicz, D. L. (2014). End-of-life dreams and visions: A longitudinal study of hospice patients’ experiences. Journal of Palliative Medicine, 17(3), 296-303.
- Levy, K., Grant, P. C., Depner, R. M., Byrwa, D. J., Luczkiewicz, D. L., & Kerr, C. W. (2020). End-of-Life Dreams and Visions and Posttraumatic Growth: A Comparison Study. Journal of palliative medicine, 23(3), 319–324.
- Mazzarino-Willett, A. (2010). Deathbed phenomena: Its role in peaceful death and terminal restlessness. American Journal of Hospice and Palliative Medicine, 27(2), 127-133.
- Nosek, C. L., Kerr, C. W., Woodworth, J., Wright, S. T., Grant, P. C., Kuszczak, S. M., Banas, A., Luczkiewicz, D. L., & Depner, R. M. (2015). End-of-life dreams and visions: A qualitative perspective from hospice patients. American Journal of Hospice and Palliative Medicine, 32(3), 269-274.
- Nyblom, S., Molander, U., & Benkel, I. (2022). End-of-life dreams and visions as perceived by palliative care professionals: A qualitative study. Palliative & supportive care, 20(6), 801–806.










